SOVRAPPESO ED INFIAMMAZIONE CRONICA


Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard.
Per dimagrire NON BASTA IL SOLO REGIME IPOCALORICO: è importante assumere delle abitudini più sane, consumando cibi RICCHI DI SOSTANZE che aiutano a stimolare il metabolismo invece di deprimerlo. Quindi per dimagrire è necessario agire sul metabolismo, andando a verificare se esistono le condizioni di:

  • infiammazione cronica
  • stress ossidativo
  • Se esistono (e sempre esistono queste condizioni, associate all’accumulo di adipe o massa grassa, soprattutto addominale), esse da sole spiegano il calo del metabolismo,la riduzione del consumo delle calorie che si trasformano in grassi e che portano  ad aumentare ulteriormente il peso, in un circolo vizioso senza fine. 
    Allora, oltre che  mangiare meglio e aumentare il movimento, bisogna risolvere queste condizioni cambiando l’alimentazione, e integrando sostanze capaci con i suoi fitonutrienti di prevenire l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo (radicali liberi in eccesso) oppure in caso di infiammazione cronica in atto, di inbire la stessa,riportando il metabolismo al suo normale lavoro con consumo delle calorie.

Oggi conosciamo Rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43) che integrando la nostra alimentazione ci aiutano a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo. E’ L’INFIAMMAZIONE CRONICA CHE DETERMINA UN RALLENTAMENTO DEL METABOLISMO CON RIDUZIONE DEL CONSUMO DELLE CALORIE CHE NON CONSUMATE SI TRASFORMANO IN ALTRO ADIPE, QUINDI E’ FONDAMENTALE  RIDURRE L’INFIAMMAZIONE CRONICA.

COME IL TRIAXAN (prodotto a base di Garcinia Mangostana) puo’ intervenire in questo processo di associazione tra obesità e infiammazione.

  • Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B con conseguente inibizione  dell’infiammazione nei macrofagi umani e negli adipociti umani.
  • Assumere alimenti di scarsa qualità (zuccheri, grassi trans, grassi saturi, ecc.) che non rispondono alle nostre reali necessità fisiologiche ed evolutive, scatena una serie di messaggi infiammatori che impediscono al metabolismo di funzionare correttamente.

 

CHE COSA DICE LA SCIENZA  SULL’INFIAMMAZIONE E SOVRAPPESO /OBESITA’

Le più comuni cause di infiammazione sono la nostra alimentazione (zuccheri, cibi ad alto carico glicemico, grassi animali, cibi industriali, ecc…) e la mancanza di attività fisica, che porta al sovrappeso. Il sovrappeso favorisce la comparsa di infiammazioni, viceversa la presenza di infiammazioni favorisce l’obesità: un circolo vizioso estremamente dannoso.

Nella letteratura scientifica si dà sempre maggior risalto all’associazione tra malattia infiammatoria  e sovrappeso/obesità: citando ad esempio uno dei primi articoli in materia comparso su The Journal of Clinica Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue”, emerge chiaramente l’importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell’obesità: il tessuto adiposo dei soggetti sovrappeso od obesi è caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi, importante fonte di infiammazione di questo tessuto. Si evidenzia in tal senso come le patologie metaboliche correlate all’obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall’aumento di molecole di fase-acuta e dall’attivazione delle vie dell’infiammazione. Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell’obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo. A supporto e ulteriore conferma di questi studi, negli ultimi anni, ulteriori ricerche hanno evidenziato una correlazione tra INFIAMMAZIONE ed OBESITA’; come si evidenziato da altri articoli pubblicati nel 2006 su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “MCP-1 Contributes to macrophage infiltration into adipose tissue, insulin resistance, and hepatic steatosis in obesity” (2) e su Cytochine Netw dal titolo “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance” a conferma di come il sistema immunitario abbia  un ruolo importantissimo nella patogenesi dell’obesità e nell’insulino resistenza.

Nel 2007 su Int J Obes (London) è stato pubblicato un articolo dal titolo “Human adipose tissue macrophages are of an anti-infiammatory phenotype but capable of pro-infiammatory mediator production” dove si evidenzia che l’infiammazione a basso grado attiva i macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto adiposo, e questi sono essi stessi responsabili dell’infiammazione di questo tessuto e inducono inoltre l’organismo ad un rallentamento metabolico tale per cui invece di consumare calorie le accumulano, si depositano come altro tessuto adiposo. Ne consegue un’importante  correlazione tra modalità alimentari e induzione di resistenza insulinica e sviluppo di malattie metaboliche, in particolare tra modalità alimentare e attivazione delle adipochine

UN AIUTINO DAL MANGOSTANO PER RIDURRE LA FAME

Sotto stress l’organismo produce una sostanza, chiamata noradrenalina, che inibisce la liberazione di un’altra sostanza, la corticotropina, abbreviata in CRH, che, tra i suoi numerosi effetti, ha quello di togliere l’appetito. È chiaro dunque che lo stress, producendo noradrenalina impedisce alla corticotropina di farci avvertire il senso di sazietà, da ciò il continuo senso di fame, prodotto appunto dall’ansia.

L’antagonista principale della noradrenalina è un’altra sostanza, prodotta dal nostro cervello, la serotorina che, al contrario della noradrenalina, stimola la liberazione di CRH, di conseguenza la sensazione di sazietà!

Si è appurato che persone con impulsi irrefrenabili nei confronti del cibo, in modo particolare verso dolci e carboidrati in genere, presentano bassi livelli di serotonina. La serotonina viene prodotta se nell’organismo è presente un aminoacido: il triptofano, che però si attiva solo se ha a disposizione dei carboidrati. Quando il livello della serotonina è basso, l’organismo emette dei segnali compulsivi di richiesta di ciò che è in grado di elevarla rapidamente. Visto che in un regime dietetico e’ poco opportuno aumentare il contenuto di carboidrati e dolci,ci serviamo per aumentare la serotonina di integratori a base di Mangostano

COME AUMENTARE LA SEROTONINA? Alcuni studi eseguiti in Germania, suggeriscono che le erbe che contengono xantoni, ( il mangostano ne contiene 43) bioflavonoidi, flavonoidi,proantocianidine e glicoli,tutte sostanze contenute nel mangostano, fungono da antidepressivie da regolatori della fame perchè sono inibitori dell’attività monoammina ossidasi A e B che a sua volta elimina l’eccesso di noradrenalina e serotonina neuro-somatica.  Questo si traduce con un potente affetto sulla fame e come antidepressivo.*
*CNS DRUDS

 

SOVRAPPESO/OBESITA’ E INFIAMMAZIONE CRONICA

Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard. Per dimagrire NON BASTA IL SOLO REGIME IPOCALORICO: è importante assumere delle abitudini più sane, consumando cibi RICCHI DI SOSTANZE che aiutano a stimolare il metabolismo invece di deprimerlo.Quindi per dimagrire è necessario agire sul metabolismo, andando a verificare se esistono le condizioni di:

  • infiammazione cronica
  • stress ossidativo
  •  Se esistono (e sempre esistono queste condizioni, associate all’accumulo di adipe o massa grassa, soprattutto addominale), esse da sole spiegano il calo del metabolismo,la riduzione del consumo delle calorie che si trasformano in grassi e che portano  ad aumentare ulteriormente il peso, in un circolo vizioso senza fine. 
    Allora, oltre che  mangiare meglio e aumentare il movimento, bisogna risolvere queste condizioni cambiando l’alimentazione, e integrando sostanze capaci con i suoi fitonutrienti di prevenire l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo (radicali liberi in eccesso) oppure in caso di infiammazione cronica in atto, di inbire la stessa,riportando il metabolismo al suo normale lavoro con consumo delle calorie.

Oggi conosciamo rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43) che integrando la nostra alimentazione ci aiutano a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo. E’ L’INFIAMMAZIONE CRONICA CHE DETERMINA UN RALLENTAMENTO DEL METABOLISMO CON RIDUZIONE DEL CONSUMO DELLE CALORIE CHE NON CONSUMATE SI TRASFORMANO IN ALTRO ADIPE,QUINDI E’ FONDAMENTALE  RIDURRE L’INFIAMMAZIONE CRONICA.

 Come OSEBO (prodotto a base di Garcinia Mangostana) puo’ intervenire in questo processo di associazione tra obesita’ e infiammazione.

  • Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B con conseguente inibizione  dell’infiammazione nei macrofagi umani e negli adipociti umani.
  • Assumere alimenti di scarsa qualità (zuccheri, grassi trans, grassi saturi, ecc.) che non rispondono alle nostre reali necessità fisiologiche ed evolutive, scatena una serie di messaggi infiammatori che impediscono al metabolismo di funzionare correttamente.

 

CHE COSA DICE LA SCIENZA  SULL’INFIAMMAZIONE E SOVRAPPESO/OBESITA’

Le più comuni cause di infiammazione sono la nostra alimentazione (zuccheri, cibi ad alto carico glicemico, grassi animali, cibi industriali, ecc…) e la mancanza di attività fisica’Questo porta al sovrappeso.  Il sovrappeso favorisce la comparsa di infiammazioni e viceversa: la presenza di infiammazioni favorisce l’obesità, in un circolo vizioso estremamente dannoso. Ruolo dell’infiammazione cronica nell’insorgenza di alterazioni metaboliche sovrappeso/obesita’sempre più diffuse e che rappresentano oltre che un problema estetico soprattutto un fattore di rischio: razionale d’ impiego del Mangostano. Nella letteratura scientifica si dà sempre maggior risalto all’associazione tra malattia infiammatoria  e sovrappeso/obesità: citando ad esempio uno dei primi articoli in materia comparso su The Journal of Clinica Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue” (1) emerge chiaramente l’importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell’obesità: il tessuto adiposo dei soggetti sovrappeso od obesi è caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi, importante fonte di infiammazione di questo tessuto. Si evidenzia in tal senso come le patologie metaboliche correlate all’obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall’aumento di molecole di fase-acuta e dall’attivazione delle vie dell’ infiammazione. Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell’obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo. A supporto e ulteriore conferma di questi studi, negli ultimi anni, ulteriori ricerche hanno evidenziato una correlazione tra INFIAMMAZIONE ed OBESITA’; come si evidenziato da altri articoli pubblicati nel 2006 su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “MCP-1 Contributes to macrophage infiltration into adipose tissue, insulin resistance, and hepatic steatosis in obesity” (2) e su Cytochine Netw dal titolo “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance” (3) a conferma di come il sistema immunitario abbia  un ruolo importantissimo nella patogenesi dell’obesità e nell’insulino resistenza. Nel 2007 su Int J Obes (London) è stato pubblicato un articolo dal titolo “Human adipose tissue macrophages are of an anti-infiammatory phenotype but capable of pro-infiammatory mediator production” (4) dove si evidenzia che l’infiammazione a basso grado attiva i macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto adiposo, e questi sono essi stessi responsabili dell’infiammazione di questo tessuto e inducono inoltre l’organismo ad un rallentamento metabolico tale per cui invece di consumare calorie le accumulano, si depositano come altro tessuto adiposo. Ne consegue un’importante  correlazione tra modalità alimentari e induzione di resistenza insulinica e sviluppo di malattie metaboliche, in particolare tra modalità alimentare e attivazione delle adipochine



divisore 


BIBLIOGRAFIA

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SENDAL  JAPAN 1997 ISTITUTE OF PHARMACOLOGY  AND TOXICOLOGY UNIVERSITY:NOVEL TYPES OF RECEPTOR ANTAGONIST FROM THE MEDICINAL PLANT GARCINIA MANGOSTANA.
UNIVERSITY SENDAL JAPAN 1998 INSTITUTE OF PHARMACOLOGY AND TOXICOLOGY:GAMMA-MANGOSTIN,A NOVEL TYPE OF 5-HYDROXYTRYPTAMINA 2A RECEPTOR ANTAGONIST.

Fonte: www.nutrition.org

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• Bastard JP, Maachi M, Lagathu C, Kim MJ, Caron M, Vidal H, Capeau J, Feve B. “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance”. Eur Cytokine Netw. 2006 Mar;17(1):4-12
• Zeyda M, Farmer D, Todoric J, Aszmann O, Speiser M, Györi G, Zlabinger GJ, Stulnig TM. “Human adipose tissue macrophages are of an anti inflammatory phenotype but capable of pro inflammatory mediator production” Int J Obes (Lond). 2007 Sep;31(9):1420-8.
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• Bazar KA, Yun AJ, Lee PY, Daniel SM, Doux JD. “Obesity and ADHD may represent different manifestations of a common environmental oversampling syndrome: a model for revealing mechanistic overlap among cognitive, metabolic, and inflammatory disorders.” Med Hypotheses. 2006;66(2):263-9.

BIBLIOGRAFIA  MANGOSTANO OBESITA’/DIABETE

γ-Mangostin Inhibits Inhibitor-κB Kinase Activity and Decreases Lipopolysaccharide-Induced Cyclooxygenase-2 Gene Expression in C6 Glioma Cells
The American Society for Pharmacology
 Xanthones from Mangosteen Prevent Lipopolysaccharide-Mediated Inflammation and Insulin Resistance in Primary Cultures of Human Adipocytes.
2009 American Society for Nutrition
 Xanthones from mangosteen inhibit inflammation in human macrophages and in human adipocytes exposed to macrophage-conditioned media.
J Nutr. 2010 Apr;140(4):842-7. Epub 2010 Feb 24
 Evaluation of Mangosteen juice blend on biomarkers of inflammation in obese subjects: a pilot, dose finding study.
Nutrition Journal 2009. 

BIBLIOGRAFIA VALIDAZIONE  MANGOSTANO

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5. Yu-Ling Huang, Chien-Chih Chen, Ying-Jen Chen, Ray-Ling Huang, and Bor-Jinn Shieh Three 
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6. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Ratananukul P, Aroonlerk N, Suksamrarn A Xanthones from the green fruit hulls of Garcinia Mangostana. . J Nat Prod May 2002] 
7. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Phakhodee W, Thanuhiranlert J, Ratananukul P, Chimnoi N, Suksamrarn A.
Antimycobacterial activity of prenylated xanthones fromthe fruits of Garcinia mangostana. Chem Pharm Bull (Tokyo). 2003 Jul; 51(7): 857-9. 
8. Willawan Mahabusarakam, Pichaet Wiriyachitra and Saowaluk Phongpaichit. University of Thailand. 
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Antibacterial activity of xanthones fromguttiferaeous plants against methicillin-resistant Staphylococcus aureus. J Pharm Pharmacol. 1996 Aug; 48(8): 861-5] 
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